Blog del sito www.iltuopsicologo.it inerente pensieri e riflessioni... con valenza terapeutica dei più grandi uomini di ogni tempo
lunedì 26 marzo 2012
domenica 25 marzo 2012
Ripetendo a pappagallo le cose negative che ti accadono e lagnandoti di tutte quelle che non ami, ti metti letteralmente in gabbia. Tutte le volte in cui parli di ciò che non ami, aggiungi un' altra sbarra alla gabbia in cui ti rinchiudi allontanadoti da tutto ciò che c'è di buono intorno a te" (R. BYRNE)
mercoledì 21 marzo 2012
martedì 20 marzo 2012
IO, IL TUO SPECCHIO
Per questo, caro Bruto, preparati ad
ascoltare. E poichè tu sai di non poterti vedere bene se non per riflesso , io il tuo specchio,
rivelerò con discrezione a te
stesso quello che di te stesso tu ancora non conosci. E non essere sospettoso con me, gentile Bruto.
Se io fossi un buffone qualsiasi, o fossi avvezzo a svilire con volgari giuramenti il mio
affetto al primo venuto che
mi assicuri il suo; se ti risulta che scodinzolo con le persone e prima le abbraccio forte e poi
lo calunnio; o se ti risulta che, alle feste, io mi professo amico di tutta la marmaglia, allora ritienimi pericoloso.
W.Shakespeare
martedì 13 marzo 2012
AFFERMATE: LA COSA NON DURERA'
In ogni istante, potreste essere presi dallo scoraggiamento. Allora, ditevi immediatamente: «La cosa non durerà». Rifugiatevi da qualche parte in voi stessi, come se andaste in letargo, e restate là finché non ritroverete il soffio della vita. Lo scoraggiamento è come l’inverno, ma dopo l’inverno ritorna la primavera; a seconda delle annate, essa viene più o meno presto: talvolta viene molto tardi, ma finisce sempre per arrivare. Ecco perché non bisogna mai perdere completamente la speranza. Prima o poi, lo slancio e l’energia ritorneranno. Quanti hanno abbandonato la presa appena qualche istante prima che le forze della primavera risorgessero in loro! Ed è un peccato… Stavano finalmente per essere salvati, ma non hanno avvertito nulla di quel rinnovamento e si sono arresi.
Dunque, quali che siano i vostri tormenti, non lasciate mai che il vostro cielo interiore si oscuri completamente.
Ditevi: «Può darsi che non tutto sia perduto, aspettiamo ancora un po’».
E a poco a poco l’oscurità incomincerà a dissiparsi e il freddo se ne andrà.
NON OBBEDIRE ALLA MENTE
Se insisti e non obbedisci alla mente... è difficile perché hai sempre obbedito. Non hai mai dato ordini alla mente, non ne sei mai stato il padrone. Non puoi esserlo perché, in realtà, non ti sei mai disidentificato dalla mente: tu pensi di essere la mente. Questo errore dà alla mente una libertà totale, perché non c'è nessuno che la domini, che la controlli. Non c'è nessuno! La mente stessa diventa il padrone, ma questa supremazia è soltanto apparente. Provaci una volta e riuscirai a infrangere questa supremazia è falsa.
Osho
COSA SIAMO ?
Possiamo passare la vita a farci dire dal mondo cosa siamo. Sani di mente o pazzi. Stinchi di santo o sessodipendenti. Eroi o vittime. A lasciare che la storia ci spieghi se siamo buoni o cattivi. A lasciare che sia il passato a decidere per il nostro futuro. Oppure possiamo scegliere da noi. E forse inventare qualcosa di meglio è proprio il nostro compito.
- C. Palahniuk.
COME SVILUPPARE LA CREATIVITA'
Ecco i dieci passi per fare vostro il cammino della creatività tratti
da «Imagine: How Creativity Works», nuovo libro di Jonah Lehrer.
1) Occhio ai colori
Per quanto possa sembrare eccessivo, i colori hanno la loro importanza. Ad esempio il blu aiuta a lavorare più rilassati e ad associare i concetti, mentre il rosso favorisce l'attenzione nel breve termine.
2) Meglio all'alba
Ogni momento può essere propizio per la creatività, ma le prime ore del giorno sono tendenzialmente le migliori.
3) Sognare a occhi aperti
Diversi studi hanno dimostrato che la creatività è più spiccata tra quanti sono capaci di sognare a occhi aperti, superando le convenzioni.
4) Pensare come un bambino
A sette anni si raggiunge il picco del pensiero divergente. Essere capaci di pensare come un bambino aiuta a uscire dagli schemi e favorisce le invenzioni.
5) Non rinunciare a sorridere
Quando le persone vengono esposte alla visione di brevi video esilaranti, sono più propensi ad avere intuizioni.
6) Immagina di essere lontano
Una ricerca dell'Università dell'Indiana ha scoperto che le persone sono più brave a risolvere i problemi quando viene loro detto che questi provengono dalla Grecia o dalla California e non da un laboratorio locale.
7) Le parole sono importanti
Anche le espressioni utilizzate per identificare un problema hanno la loro importanza. Se si utilizza un'espressione tecnica, le persone tenderanno a pensare in maniera ristretta. Se, ad esempio, si usa un verbo generico come "in movimento" o al posto di "guida", si amplia l'orizzonte del pensiero e, di conseguenza, crescono le possibilità di risolvere la questione affrontata.
8) Lavorare lontano dalla postazione
Diversi studi dimostrano che la creatività cresce lontano dalla postazione di lavoro perché aiuta a superare gli schemi del ragionamento. Ragion per cui il telelavoro non va demonizzato.
9) Girare il mondo
Secondo Adam Galinsky, docente alla Kellogg School of Management, gli studenti che hanno studiato all'estero mostrano maggiori capacità di inventiva, grazie all'arricchimento che deriva dall'essere venuti a contatto con altre culture. Un ragionamento che vale anche per i professionisti.
10) Spostarsi in una grande città
Uno studio del Santa Fe Institute ha dimostrato che il passaggio da una piccola città a una di grandi dimensioni favorisce la produzione di brevetti, grazie alla possibilità di venire in contatto con sensibilità e culture differenti rispetto al proprio luogo di origine.
lunedì 12 marzo 2012
domenica 11 marzo 2012
E' BELLO SOGNARE, MA...
È bello sognare, ma non devo dimenticare che i miei sogni
non hanno nessuna attinenza con la realtà.
Io costruisco nel mio cervello castelli incantati e paradisi
terrestri, ma sono perfettamente consapevole che ho un duro cammino da
percorrere, e che intorno a me si addensa la tempesta! (C. Brontë)
LA PAROLA UMANA
[...] Come se la pienezza
dell'anima talvolta non traboccasse attraverso le metafore più vuote perché
nessuno, mai, riesce a dare l'esatta misura di ciò che pensa, di ciò che
soffre, della necessità che lo incalza, e la parola umana è spesso come un
paiolo fesso su cui andiamo battendo melodie da far ballare gli orsi mentre
vorremmo intenerire le stelle.
La parola umana è come una caldaia
incrinata su cui battiamo musica per far ballare gli orsi, quando vorremmo
commuovere le stelle.
Gustave Flaubert
TUTTI ABBIAMO BISOGNO CHE QUALCUNO CI GUARDI
Tutti
abbiamo bisogno che qualcuno ci guardi. A seconda del tipo di sguardo sotto il
quale vogliamo vivere potremmo essere suddivisi in quattro categorie. La prima
categoria desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi: in altri
termini, desidera lo sguardo di un pubblico.
La seconda
categoria è composta da quelli che per vivere hanno bisogno dello sguardo di
molti occhi a loro conosciuti. Si tratta degli instancabili organizzatori di
cocktail e di cene. Essi sono più felici delle persone della prima categoria le
quali, quando perdono il pubblico, hanno la sensazione che nella sala della
loro vita si siano spente le luci. Succede, una volta o l’altra, quasi a tutti.
Le persone della seconda categoria, invece, quegli sguardi riescono a
procurarseli sempre.
C’è poi la
terza categoria, la categoria di quelli che hanno bisogno di essere davanti
agli occhi della persona amata. La loro condizione è pericolosa quanto quella
degli appartenenti alla prima categoria. Una volta o l’altra gli occhi della
persona amata si chiuderanno e nella sala ci sarà il buio.
E c’è infine
una quarta categoria, la più rara, quella di coloro che vivono sotto lo sguardo
immaginario di persone assenti.
Milan Kundera
Milan Kundera
venerdì 9 marzo 2012
Se il fatto che i bambini piccoli non siano mai completamente o troppo a lungo separati dai loro genitori, fosse diventato parte della tradizione, allo stesso modo in cui il sonno regolare e la spremuta d’arancia sono diventate consuetudini nell’allevamento dei piccoli, credo che molti casi di sviluppo nevrotico del carattere sarebbero stati evitati. -John Bowlby
giovedì 8 marzo 2012
I PROBLEMI DELLA VITA
Prendi una foglia e mettila davanti agli occhi: coprirà la luce e il resto del paesaggio...
ma se l'allontanerai vedrai tutto ciò che ti circonda.Accade come con i problemi della vita: se li guardi troppo da vicino non ti accorgi della loro entità e soffri molto di più. Allontana la foglia dal tuo viso e scorgerai la verità che cerchi.
(R. Battaglia)
domenica 4 marzo 2012
NESSUNO DI NOI E' FELICE
Mi ricordo di tutto, tranne che del
momento in cui ho preso la decisione. Curiosamente, non avverto nessun
senso di colpa. Prima, ero solita pensare che le ragazze andassero a
letto per denaro perché la vita non aveva lasciato loro altra scelta. Ma
ora mi accorgo che non è così. Io potevo dire di sì o di no, nessuno mi
stava forzando ad accettare.
Cammino per le strade, guardo le persone: forse che avranno scelto ciascuna la propria vita? O non sarà che anche loro sono state "scelte" dal destino? La casalinga che sognava di fare la modella, il dirigente di banca che pensava di diventare musicista, il dentista che aveva un libro nel cassetto e avrebbe voluto dedicarsi alla letteratura, la ragazza che avrebbe tanto desiderato lavorare in televisione, ma ha trovato soltanto un impiego come cassiera in un supermercato...
Non provo nessuna pena per me stessa. Continuo a non essere una vittima, perché avrei potuto andarmene dal ristorante con la dignità intatta e il portafogli vuoto. Avrei potuto dare lezioni di morale all'uomo seduto di fronte a me, o tentare di dimostrargli che aveva davanti una principessa, e che sarebbe stato meglio conquistarla anziché comprarla. Avrei potuto assumere un'infinità di atteggiamenti, e invece, come la maggior parte degli esseri umani, ho lasciato che il fato scegliesse la rotta che dovevo prendere.
Non sono l'unica, anche se il mio destino sembra negativo e marginale rispetto a quello degli altri. Ma, nella ricerca della felicità, siamo tutti allo stesso livello: il dirigente-musicista, il dentista-scrittore, la cassiera-attrice, la casalinga-modella... Nessuno di noi è felice
Cammino per le strade, guardo le persone: forse che avranno scelto ciascuna la propria vita? O non sarà che anche loro sono state "scelte" dal destino? La casalinga che sognava di fare la modella, il dirigente di banca che pensava di diventare musicista, il dentista che aveva un libro nel cassetto e avrebbe voluto dedicarsi alla letteratura, la ragazza che avrebbe tanto desiderato lavorare in televisione, ma ha trovato soltanto un impiego come cassiera in un supermercato...
Non provo nessuna pena per me stessa. Continuo a non essere una vittima, perché avrei potuto andarmene dal ristorante con la dignità intatta e il portafogli vuoto. Avrei potuto dare lezioni di morale all'uomo seduto di fronte a me, o tentare di dimostrargli che aveva davanti una principessa, e che sarebbe stato meglio conquistarla anziché comprarla. Avrei potuto assumere un'infinità di atteggiamenti, e invece, come la maggior parte degli esseri umani, ho lasciato che il fato scegliesse la rotta che dovevo prendere.
Non sono l'unica, anche se il mio destino sembra negativo e marginale rispetto a quello degli altri. Ma, nella ricerca della felicità, siamo tutti allo stesso livello: il dirigente-musicista, il dentista-scrittore, la cassiera-attrice, la casalinga-modella... Nessuno di noi è felice
P.Coelho
PROTEGGERE DALLA VERITA'
"Quella notte le
ho raccontato soltanto una piccola parte della storia, Daniel."
"Credevo che si fidasse di me."
"Io, a lei, affiderei la mia vita ad occhi chiusi. Non è questo. Se le ho raccontato solo una parte della storia, è stato per proteggerla."
"Proteggermi? Da cosa?"
"Dalla verita, Daniel... Dalla verità."
"Credevo che si fidasse di me."
"Io, a lei, affiderei la mia vita ad occhi chiusi. Non è questo. Se le ho raccontato solo una parte della storia, è stato per proteggerla."
"Proteggermi? Da cosa?"
"Dalla verita, Daniel... Dalla verità."
Carlos Ruiz Zafòn
L'ANIMA UMANA DESIDERA IL PIACERE E LA FELICITA'
L'anima umana (e
così tutti gli esseri viventi) desidera sempre essenzialmente, e mira
unicamente, benché sotto mille aspetti, al piacere, ossia alla felicità,
che considerandola bene, è tutt'uno col piacere. Questo desiderio e
questa tendenza non ha limiti, perch'è ingenita o congenita
coll'esistenza, e perciò non può aver fine in questo o quel piacere che
non può essere infinito, ma solamente termina colla vita. E non ha
limiti
1. né per durata, 2. né per estensione.
Quindi non ci può essere
nessun piacere che uguagli
1. né la sua durata, perché nessun piacere è
eterno, 2. né la sua estensione, perché nessun piacere è immenso, ma la
natura delle cose porta che tutto esista limitatamente e tutto abbia
confini, e sia circoscritto.
Il detto desiderio
del piacere non ha limiti per durata, perché, come ho detto non finisce
se non coll'esistenza, e quindi l'uomo non esisterebbe se non provasse
questo desiderio. Non ha limiti per estensione perch'è sostanziale in
noi, non come desiderio di uno o più piaceri, ma come desiderio del
piacere. Ora una tal natura porta con se materialmente l'infinità,
perché ogni piacere è circoscritto, ma non il piacere la cui estensione è
indeterminata, e l'anima amando sostanzialmente il piacere, abbraccia
tutta l'estensione immaginabile di questo sentimento, senza poterla
neppur concepire, perché non si può formare idea chiara di una cosa
ch'ella desidera illimitata.
Veniamo alle
conseguenze. Se tu desideri un cavallo, ti pare di desiderarlo come
cavallo, e come un tal piacere, ma in fatti lo desideri come piacere
astratto e illimitato. Quando giungi a possedere il cavallo,trovi un
piacere necessariamente circoscritto, e senti un vuoto nell'anima,
perché quel desiderio che tu avevi effettivamente, non resta pago. Se
anche fosse possibile che restasse pago per estensione, non potrebbe per
durata, perché la natura delle cose porta ancora che niente sia eterno.
E posto che quella material cagione che ti ha dato un tal piacere una
volta, ti resti sempre (p.e. tu hai desiderato la ricchezza, l'hai
ottenuta, e per sempre), resterebbe materialmente, ma non più come
cagione neppure di un tal piacere, perché questa è un'altra proprietà
delle cose, che tutto si logori, e tutte le impressioni appoco a poco
svaniscano, e che l'assuefazione, come toglie il dolore, così spenga il
piacere.
Aggiungete che
quando anche un piacere provato una volta ti durasse tutta la vita, non
perciò l'animo sarebbe pago, perché il suo desiderio è anche infinito
per estensione, così che quel tal piacere quando uguagliasse la durata
di questo desiderio, non potendo uguagliarne l'estensione, il desiderio
resterebbe sempre, o di piaceri sempre nuovi, come accade in fatti, o di
un piacere che riempiesse tutta l'anima.
Quindi potrete
facilmente concepire come il piacere sia cosa vanissima sempre, del che
ci facciamo tanta maraviglia, come se ciò venisse da una sua natura
particolare, quando il dolore la noia ec. non hanno questa qualità. Il
fatto è che quando l'anima desidera una cosa piacevole, desidera la
soddisfazione di un suo desiderio infinito, desidera veramente il
piacere, e non un tal piacere; ora nel fatto trovando un piacere
particolare, e non astratto, e che comprenda tutta l'estensione del
piacere, ne segue che il suo desiderio non essendo soddisfatto di gran
lunga, il piacere appena è piacere, perché non si tratta di una piccola
ma di una somma inferiorità al desiderio e oltracciò alla speranza.
E perciò tutti i
piaceri debbono esser misti di dispiacere, come proviamo, perché l'anima
nell'ottenerli cerca avidamente quello che non può trovare, cioè una
infinità di piacere, ossia la soddisfazione di un desiderio illimitato.
G.Leopardi
venerdì 2 marzo 2012
E' IMPORTANTE CHE CERTE COSE SE NE VADANO
...è importante lasciare che certe cose se ne vadano. Si distacchino.
Gli uomini hanno bisogno di comprendere che nessuno sta giocando con carte truccate:
a volte, si vince; a volte, si perde.
Non aspettarti che riconoscano i tuoi sforzi, che scoprano il tuo genio, che capiscano il tuo amore.
Bisogna chiudere i cieli. Non per orgoglio, per incapacità o superbia.
Semplicemente perché quella determinata cosa esula ormai dalla tua vita.
Chiudi la porta, cambia musica, rimuovi la polvere.
Smetti di essere chi eri e trasformati in chi sei.
Paulo Coelho - tratto da Lo Zahir
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